Bùm, bùm, bùm

3 09 2008

Equilibrio
è quello che vorrei trovare
quando incrocerò di nuovo i tuoi occhi
per poi scoprirlo e scoprirmi
precario
su di un pontre traballante
sospeso tra le barricate di un canyon
antico baldacchino
di un cristallino fiume venerato
per l’acqua che dava alla tribù
e permetteva agli uomini di ritorno
poter donare fiori di campo
alle loro donne abbellite
nei colori sfumati
in profumo di Kylia
ed un ragazzo già sentì i miei passi
poggiando l’orecchio sul cuore dell’amata
bùm, bùm, bùm
il suo battito
i miei piedi che toccano le aste di legno
legate da fili di cui mi fido
senza curarmi dell’avventatezza
con cui muovo il mio corpo sui miei pensieri
mentre spalancate le braccia
mi tengo in piedi
lasciando scorrere le corde tra le mani
matasse dei tuoi forti capelli
e procedo senza timore
bùm, bùm, bùm
il vento soffia a raffiche
sotto c’è lo schianto
ma è un’altalena divertente
è il rumore dei miei passi verso te
è il suono di un’amore antico
consumato in una capanna sotto luna piena
è lo scoppiettìo del legno
che brucia al centro della mia riserva
e mi separa dallo sciamano di fronte
che fuma dal narghilè
alza gli occhi e mi fa percepire
bùm, bùm, bùm
il battito sincronizzato
di un nostro futuro momento
d’armonia in bilico
come un dondolo che imita l’andirivieni del mare
sulla coda di ghiacchio dello scorpione
e quando punge la punta delle dita
ciò che fuoriesce
è goccia di sangue di Viracocha
intriso di palpitazione già ascoltata
bùm, bùm, bùm
è il suo fremito ed è speranza
il picconare della cuspide sulla diga
a che straripino gli argini
ed il rio ritorni dio
cui affidare le preghiere
e la mia anima in fasce
perché arrivi tra le tue braccia
e poi sia bùm, bùm, bùm
per te
e ancora bùm, bùm, bùm
per me
e infine bùm, bùm, bùm
per noi
finalmente così vicini
da poterci toccare


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