Alle due di notte
dal quinto piano di un palazzo in città,
sento il rumore del mare.
Ha un passo agitato,
ma coperto dal buio,
sotto un turbante di nuvole e stelle,
ispira
la sicurezza di un greco tiranno.
E’ sveglio,
vigile di reali ed onirici
mondi e pensieri,
ma sembra russare
per lasciarci dormire,
eccitato dal sobillante vento
come se la mano di Dio carezzasse il pelo
della sua creatura più bella.
Sono lì,
ad un passo dal tuffo.
Svelto mi
affaccio occhi chiusi alla finestra,
un salto dal trampolino,
e cosa sarà?
Un sogno, un incubo o peggio
la realtà?
Fondamentali distinzioni:
ma per i sani di mente
e già che io non lo sono
se queste domande lambiscono soltanto
un oceano di follia
che ha annegato decrepiti sensi,
mentre spicco il mio salto.
“Comunque ed ovunque libertà!”
E’ la legge del mare, che si impone
a chiunque lo senta
in dormiveglia chiamare
da un palazzo in città.
[e questa... questa è la descrizione
la descrizione... della mia... morte.
cit Elio]



avevo dimenticato quanto fosse bello leggerti…
troppo buona… *_*
grazie =)
gay
ma scelta del dio cane